chi sono

Semplicemente una ragazza... a cui piace godersela e divertirsi^^ Che ha tanti sogni ed adora scrivere. E se si impegnerà un giorno pubblicherà il suo romanzo.

"C'è una differenza sostanziale tra noi due, il carattere. Tu non ne hai, mentre io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che voglio"
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Odio
La vecchiaia, poi sono buooooonaaaa non detesto quasi nulla.A PARTE LE PERSONE INVIDIOSE ED IPOCRITE.
Amo
I ragazzi belli, la pizza, scrivere, la musica, Final Fantasy (Ashe di FF XII sono praticamente io), tutto ciò che ha a che fare con le rane (peluches, oggetti...di tutto^^), stare sul divano con gli amici a guardare la TV e mangiare schifezze anche se poi so già che avrò mal di stomaco per un mese, il calcio, uscire, ballare, il caos, gli alcolici e soprattutto il Cosmopolitan...
My Tought
Impossible is just a big word thrown around by small men who find it easier to live in a world they've been given than to explore the power they have to change it.
Impossible is not a fact. It's an opinion.
Impossible is not a declaration. It's a dare.
Impossible is potential.
Impossible is temporary.

IMPOSSIBLE IS NOTHING.




Look, if you had one shot, or one opportunity
To seize everything you ever wanted
One moment
Would you capture it or just let it slip?
Perle di Saggezza

Final Fantasy è il miglior gioco che esiste!

Che fumare fa invecchiare è una calunnia >_<

Fido Tenerone Naso di Cioccolata è il più forte del mondo

Gli Angel Cage hanno un video-live strafigo

Sono la figlia di Lord Voldemort

Seguire i propri sogni non è facile e capire quello che VERAMENTE si vuole lo è ancora meno.
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Comprare un porta Dvd
Trovare un vestito per il matrimonio di Chicco
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postato da HikarySun alle ore 18:44
lunedì, 06 febbraio 2006
famiglia, concorso, le stelle

L’animo di qualsiasi persona nasconde dei torbidi segreti… Generalmente, la cosa migliore è conviverci senza che questi vengano alla luce… (Clover)

 
Due donne, tanto simili quanto diverse.
Due donne, stessi occhi.
Due donne, un uomo in comune.
 
Ti ho rovinato la vita, lo so.
 
Due donne, dopo tanti anni nello stesso letto.
Sette di mattina. Inverno. Lei piange. Io la guardo.
“Cos’hai?”
“Lasciami stare”
“Cosa ti ho fatto?”
“Ti ho detto di lasciarmi stare”
 
Un muro. C’è un muro insormontabile tra noi. Un muro che ho cercato di non vedere. Un muro che a volte diventa di vetro e ti illude di averlo abbattuto.
 
Lo so che sono stata il tuo sbaglio.
 
Osservo questa bella donna. Inizia ad avere sul volto i primi segni del tempo che oggi sembrano più marcati che mai. E’ stanca. E’ infelice.
Mi stringo le gambe contro il petto, le occhiaie di una notte insonne passata a studiare per il prossimo esame che forse non darò mai.
 
Ti ho imprigionata come le migliori delle catene
 
“Sono sola”
“E io chi sono scusa?” Una domanda, che sembra più un lamento, una richiesta di aiuto. Che vuole delle risposte. Paure che riaffiorano anche se celate in fondo al cuore. Flashback vecchi ventanni che si impongono nella mia mente.
E il senso di colpa di essere stata la sua prigione, la sofferenza di vederla triste. Di vedere la persona che ami di più al mondo persa in un incubo di sofferenza. E tu non ne capisci il motivo.
 
“Si può sapere cos’hai?” Urlo esasperata.
“Lasciami stare!” Piange ancora.
 
E per la prima volta mi appare come una malata: una malata cupa che non vuol essere curata, che non vuol dire nemmeno il suo male. Neanche a me, sua figlia.
Prevale l’egoismo, la rabbia di essere stata lasciata sola nel proprio letto. La rabbia verso di lei, verso questa situazione. Fingersi vittima è sempre più facile.
Guardati, guarda come ti sei ridotta. Eri solo una bugia, la donna forte, determinata, bella ed elegante era solo una farsa. Ecco come sei veramente! Uno straccio destinato ad essere infelice.

 Sono un diavolo senza sentimenti che condanna quella donna all’inferno, senza pietà.

La guardo quasi con disprezzo “Debole e stupida” penso. Ti sei fatta rovinare la vita da un uomo e dalle conseguenze di quell' amore: io.
La vergogna di essere stata lasciata con un figlio in grembo. Il rimpianto di aver lasciato tutto quello che avevi per lui, per poi ritrovarti su un divano a piangere con quella minuscola vita tra le braccia.
Ammettilo! Urlami addosso che sono stata la tua rovina! Non aspetto altro! Non sei nessuno. Mi fai pena. Non sei riuscita a cavare nulla di buono nella tua vita. Ti odio. Perché sei mia madre. Perché dovresti essere la migliore, invece non sei niente.
 
Io non voglio essere come te.
 
Non voglio ritrovarmi a quarantanni come te, con un lavoro che mi sono fatta piacere a forza. In una vita di soddisfazioni insulse. Depressa, che vive la sua vita senza un sorriso e monotona. TI CREDEVO DIVERSA! Dov’è la donna che ammiravo da piccola, dov’è la donna sicura di sé. Dov’è la ragazzina che ha costruito il suo impero? Menzogna, sei solo una menzogna. Io sono migliore di te.
 
Irrompo in cucina, dove si sta preparando un caffè. Voglio urlargli tutto il mio disprezzo. Tutto il mio rancore. La guardo. E rivedo i suoi lineamenti perfetti. La sua dolcezza. La persona che per 24anni mi ha sempre resa fiera di essere sua figlia. Non dico nulla e piango. Non piango per me, piango per lei che ha una figlia che non si merita. Una figlia bugiarda e irriconoscente. E mi vergogno, mi vergogno così tanto da non riuscire a guardarla negli occhi. Come ho potuto solo pensare certe cose di lei. Mi abbraccia e piangiamo insieme dopo tanti anni di silenzi.
 
Scusami
 
Quella mattina per capire meglio mia madre sono scesa all'inferno per cercarla, ma non l'ho trovata, non c'era. Ho trovato me.
Ancora non mi perdono per le cose che ho pensato quella gelida mattina di inverno. Per aver sminuito nella testa anche solo per pochi minuti quella grande donna di mia madre. Per averla crocefissa per un momento di debolezza. Per aver riversato su di lei tutti i miei timori, le mie paure, le mie angosce. Perché ora come non mai, sento il suo sangue che mi scorre orgoglioso nelle vene.
 
Quarto comandamento: Onora il padre e la madre.
 
Ho peccato, ma non ho peccato contro un Dio. La fede non c’entra, non bisogna essere credenti per provare il rimorso che ho sentito nello stomaco quando sono riuscita a risalire dal vortice che io stessa mi ero ricreata. E questa prova la dedico a lei, il mio faro nella notte, la metà della mia anima, la persona che non abbandonerò mai più e che mai mi abbandonerà. Per lei, immensamente e semplicemente mia madre.
 
Per ascoltare il file audio clicca su play

 

Credits: Il file musicale è di Carmen Consoli, In bianco e nero, dell'album Stato di necessità

 
 
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postato da HikarySun alle ore 13:09
lunedì, 13 giugno 2005
famiglia, vita universitaria

Ho un sogno... svegliarmi al mattino, trascinarmi in cucina e trovare la mia moka che mi parla, tipo mobili de "la Bella e la Bestia" e che mi versa una bella tazzina di caffè caldo... ma un caffè buono eh?
Anche oggi speranzosa sono andata di là, ma niente, la mia moka era lì, fredda e vuota, immobile.
Forse l'unica soluzione è fare uso di funghetti allucinogeni -_-
Chi entra in questa casa al mattino può subire dei traumi. Io e G. appena svegliate ci trasciniamo da una parte all'altra della casa senza meta, con la faccia da zoombie, lo sguardo perso, la velocità di un bradipo. E F. invece saltella di primo mattino come un folletto.
Dopo caffè, sigaretta e doccia tutto torna alla normalità. Ma per la prima mezzora sembra di essere entrati in un universo parallelo.

Urge cambiare di nuovo il template... ma ci vorrà del tempo... devo trovare un'immagine che mi si addica e cambiare i colori...

Per chi se lo stesse chiedendo ho ritrovato mia madre. Mi ha chiamata sabato e con voce innocente mi ha detto: "Ma perchè non hai chiamato" Evidentemente l'hanno rapita gli alieni e non lo sa.
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postato da HikarySun alle ore 05:55
sabato, 11 giugno 2005
famiglia, musica & co

Qualcuno di voi vuole dei biglietti per Il Coca Cola MTV live? Perchè il mio coinquilino ha già vinto 6 biglietti... e sta cercando di rifilarmeli...
E qualcuno di voi ha visto mia madre? Sono tre giorni che provo a rintracciarla e non la trovo... Ho il dubbio che sia scappata su qualche isola deserta senza avvertirmi....O che a forza di non sentirmi si sia dimenticata di una certa figlia che vive a Milano...
Uh sono le sei, me ne vado a nanna.

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postato da HikarySun alle ore 20:24
giovedì, 19 maggio 2005
riflessioni, famiglia, vita universitaria

Fiera dell'Intel. Mentre prendo un caffè con un importante responsabile di marketing.

G: "Come sta andando l'università?"
N: "..Bene.."
G: "Cosa vuoi fare dopo? Che lavoro vorresti fare?"
(passano un paio di secondi di silenzio... che in una conversazione del genere sembrano un'eternità, lo guardo con un'aria quasi smarrita, nello stesso tempo felice che almeno lui mi abbia fatto questa domanda, visto che la gente intorno a me è convinta di sapere cosa IO voglio fare)
N: "... Non lo so ancora di preciso. Alla fine sto studiando per lavorare nel marketing e nelle pubbliche relazione. Ed è una cosa che mi piace."
"Ma mi piacerebbe lavorare in una società pubblicitaria, ecco."
(in realtà ti sto mentendo, non so ancora che cazzo fare della mia vita. Ma non posso permettermi di dirlo)

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postato da HikarySun alle ore 03:37
mercoledì, 30 marzo 2005
riflessioni, famiglia

La mia coinquilina sente regolarmente i suoi genitori per telefono tutti i giorni. Niente di strano. Io quando capita.
I suoi la vengono a trovare più spesso dei miei. Può succedere. I suoi abitano in Puglia. I miei a 100 km.
Ho un caratteraccio. Mia madre evita di chiamarmi spesso perchè sa che in fondo non mi farebbe piacere. Quindi aspetta la chiami io. E mi ricorda feste, ricorrenze e compleanni perchè ha paura che io me li dimentichi.
E ogni volta mi chiede: "Ma studi?" con quel tono accusatorio tipico di mia mamma. Mia madre è così, puoi non mangiare, non dormire, non importa. Ma non puoi non studiare.
No no. Lei è il tipo che se hai 39 di febbre ti dà una tachipirina e il giorno dopo ti manda a scuola. Infatti io ora sono immune dalla tachipirina. Per mia mamma è una panacea. Hai mal di testa? SOLO 37.5 di febbre? TACHIPIRINA è la soluzione.
Però è fantastica. E' bella, e non lo dico perchè è mia mamma, ma perchè lo è davvero. E non solo di aspetto, anche dentro.
Quando ero più piccola ci litigavo in continuazione. Ero una ribelle. Non accettavo regole. Io le cose le volevo capire. Non potevi dirmi NO. Dovevi dirmi anche PERCHE'. E lei a volte non ne aveva voglia. Così si litigava.
Crescendo ha iniziato a diventare quello che è un punto fermo. La donna saggia. Quella che ti conosce benissimo e ha sempre le parole giuste al momento giusto. La donna che se anche non dorme da 48 ore ed è stanca morta e tu la chiami per un mal di pancia, dopo averti detto di prendere la tachipirina, sta ore accanto a te aspettando che ti passi.
Perchè la mamma è sempre la mamma. E lei per me è perfetta.

Mio papà... beh di mio papà parlerò un'altra volta...

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