chi sono

Semplicemente una ragazza... a cui piace godersela e divertirsi^^ Che ha tanti sogni ed adora scrivere. E se si impegnerà un giorno pubblicherà il suo romanzo.

"C'è una differenza sostanziale tra noi due, il carattere. Tu non ne hai, mentre io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che voglio"
Hokuto No Ken

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Odio
La vecchiaia, poi sono buooooonaaaa non detesto quasi nulla.A PARTE LE PERSONE INVIDIOSE ED IPOCRITE.
Amo
I ragazzi belli, la pizza, scrivere, la musica, Final Fantasy (Ashe di FF XII sono praticamente io), tutto ciò che ha a che fare con le rane (peluches, oggetti...di tutto^^), stare sul divano con gli amici a guardare la TV e mangiare schifezze anche se poi so già che avrò mal di stomaco per un mese, il calcio, uscire, ballare, il caos, gli alcolici e soprattutto il Cosmopolitan...
My Tought
Impossible is just a big word thrown around by small men who find it easier to live in a world they've been given than to explore the power they have to change it.
Impossible is not a fact. It's an opinion.
Impossible is not a declaration. It's a dare.
Impossible is potential.
Impossible is temporary.

IMPOSSIBLE IS NOTHING.




Look, if you had one shot, or one opportunity
To seize everything you ever wanted
One moment
Would you capture it or just let it slip?
Perle di Saggezza

Final Fantasy è il miglior gioco che esiste!

Che fumare fa invecchiare è una calunnia >_<

Fido Tenerone Naso di Cioccolata è il più forte del mondo

Gli Angel Cage hanno un video-live strafigo

Sono la figlia di Lord Voldemort

Seguire i propri sogni non è facile e capire quello che VERAMENTE si vuole lo è ancora meno.
Wish List
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postato da HikarySun alle ore 22:33
venerdì, 31 marzo 2006
perle di saggezza, sex and the blog

Prendendo spunto dal videoblog di Maurizio Dovigi e dal suo post del 26 marzo vi spiego:
E' vero che noi donne siamo incomprensibili? No, non è vero.
Sono gli uomini che non sono attenti.
Giust'appunto girovagando in rete ho trovato questa specie di frasario tipico:

Si = No
No = Si
Forse = No
Mi dispiace = Ti dispiacerà
Abbiamo bisogno = voglio
Decidi tu = La decisione giusta dovrebbe essere ovvia
Fai come ti pare = La pagherai in seguito
Dobbiamo parlare = Ho bisogno di lamentarmi di qualcosa
Certo, fallo pure se vuoi = Non voglio che tu lo faccia
Non sono arrabbiata = Certo che sono arrabbiata, stronzo!
Certo che stasera sei proprio carino con me = Possibile che pensi sempre al sesso?
Spegni la luce = Ho la cellulite
Questa cucina è così poco pratica = Voglio una casa nuova
Ho sentito un rumore! = Mi ero accorta che stavi per addormentarti
Mi ami? = Sto per chiederti qualcosa di costoso
Quanto mi ami? = Ho fatto qualcosa che non ti piacerà per niente
Ho il sedere grosso? = Dimmi che sono stupenda
Devi imparare a comunicare = Devi solo essere d'accordo con me
Niente, davvero = E' solo che sei un tale stronzo

Come dice Maurizio, siamo delle creature buone che hanno solo bisogno di attenzioni, ed è naturale e logico che le pretendiamo dall'uomo a noi più vicino.
E magari è vero, non sempre siamo proprio chiare...
Ma se alla domanda: "Ti spiace se esco con la mia ex a prendere un aperitivo? (ndr quella con cui facevo sesso sfrenato)" noi rispondiamo "..... (silenzio)" e con un "Mmmm no..... (silenzio) non mi dà fastidio"
E' chiaro come il sole che non dovevate neanche provare a pensarci.
Ed a quelli che si chiedono: "Ma cosa ci trovano le donne di tanto divertente a fare shopping?" rispondo:
Nulla... solo che è come l'irrinunciabile partitella a calcio per voi, con la differenza che è più costosa, ma se fatto a ritmi frenetici anche quello vale come esercizio fisico.
E tira sù il morale. Dopo una giornata stressante, comprarti anche solo una molletta per i capelli ti fa sentire meglio.
Provare per credere.
E perchè andiamo sempre in bagno in due? Questo è un mistero anche per me.
E se invece non capite perchè le donne sono fissate con la linea, ossessionate dalla cellulite, impaurite da un culo basso o disperate per una taglia misera di reggiseno... Beh, se voi la smetteste di sbavare ogni santo giorno dietro letterine, veline &Co. forse le cose andrebbero meglio.
E perchè le donne ci mettono una vita a prepararsi? E' inutile che vi lamentate, perchè se facessimo come voi: doccia, 5 minuti per asciugarsi i capelli, massimo un pò di gel e 5 minuti per vestirsi, vi lamentereste di avere una ragazza che non si cura, spettinata, mai truccata e che esce in tuta.
Vi faremo aspettare, ma poi il risultato ne vale quasi sempre la pena.

Un ultimo appunto a Dovigi: Caro Maurizio, non sempre un "Non uscirei mai con te" vuol dire "scopami"...
Questa è una pallida illusione dell'universo maschile :-)

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postato da HikarySun alle ore 15:50
venerdì, 31 marzo 2006
riflessioni

Stamattina in uni pensavo... a parte di come il mio blog sia degenerato da un annetto causa fidanzamento, a come nessuno mi chiami Hikary, ma scoperto il mio nome mi chiamano sempre Nadia.
I casi sono due... o Hikary è troppo difficile o Nadia è davvero un bel nome.

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postato da HikarySun alle ore 01:41
venerdì, 31 marzo 2006
riflessioni, c est ma vie

Ogni anno è così.
Ogni anno la stessa storia.
Ogni anno il 4 aprile arriva, non lo puoi saltare.
Sono una di quelle persone che odia il proprio compleanno.
Non mi ricordo se è sempre stato così o se invece prima era il giorno più bello del mondo.
In ogni caso, ora vorrei saltare quella data.
Perchè sono stanca di aspettare una telefonata che non arriva mai, stanca di sentirmi chiedere da quella persona "Ma quanti anni fai".
Stanca perchè ormai sono dieci anni che aspetto un invito a cena promesso e mai arrivato.
Perchè senza farlo apposta il giorno del proprio compleanno ci si sente la persona più importante del mondo. Roba che ti svegli e devono esserci gli uccellini che ti cantano attorno stile Cenerentola. La colazione a letto, i tuoi cibi preferiti a pranzo ed a cena. Che tutti ti trattino come una principessa.
Ma la vita è diversa, ti alzi con il solito mal di testa e la voglia di continuare a dormire, esci e vai all'università o al lavoro come tutti gli altri giorni, mangi un panino o una macedonia.
Ogni tanto ti squilla il cellulare e ti arrivano gli sms o le telefonate di auguri.
Poi magari c'è la festa o party, come lo vuoi chiamare sempre la solita cosa è. Dove però ti diverti, dove bevi, magari c'è pure la torta fai caciara con i tuoi amici, quelli più stretti, quelli più veri. Insomma una serata normalissima, ma che alla fine per te davvero un pò speciale lo è, perchè le persone che ci sono sono venute lì per te e nessun altro. (almeno è quello che ad uno piace pensare).
Ed è lì che pesano le assenze. Perchè purtroppo quelle pesano più delle presenze. E sai che tanto quella sarà una costante di tutti i tuoi compleanni.

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postato da HikarySun alle ore 16:15
mercoledì, 29 marzo 2006

Avete mai sentito parlare di fake?
No? Ve lo spiego io cosa sono. Fake, Bugia, Falsità.
In internet vengono chiamate FAKE le persone che si fingono chi non sono, l'alterego che si creano, la vita irreale.
Esistono tanti tipi di fake.
Quelli creati apposta nei forum per insultare (di solito di persone che non hanno il coraggio di dire quello che pensano)
Quelli creati apposta per darsi ragione (molto simili ai primi, entrambi tristi)
Quello che si crea una vita irreale, ma rimane anonimo.
E poi ne esiste uno, il peggiore di tutti.
Quello che si crea una vita irreale, ma non si ferma lì. Ti diventa amico, ti chiama, ti racconta la sua storia (di solito i fake di questo tipo hanno sempre una storia struggente alle spalle o una vita incredibilmente intensa o, come nel caso di cui vi racconterò, tutti e due), ti ci fa affezionare, arrivi a chiamarlo amico.
Ne avete mai conosciuto uno così? Spero per voi di no.
Io sì, a parte tanti esemplari del primo e secondo tipo che in certe occasioni nascono come funghi, ho avuto la "fortuna" di incontrarne quello più spregevole.

Su internet si presentava così: UnaCrisalide, nome MariaGrazia, bellissima, alta, magra, con dei capelli lucenti da far invidia a chiunque, occhi scuri e grandi, tratti che ricordano le brasiliane. Bella, davvero bella. (non metto la sua foto per rispetto della sua vera proprietaria)
Sarda, ma che vive a Milano, in centro a Milano per l'esattezza, più esattamente dietro alla Scala. Un posto che tutti i plurimiliardari si possono permettere suvvia. Ma lei non è miliardaria. Anzi, era una delle tante tra sorelle e fratelli, orfana di genitori, che viveva con la nonna mancata da poco.
La ragazza però si rimbocca le maniche, è forte e si dà da fare per la famiglia. Si fidanza con  MARCO JARIC  , professionista dell'NBA (ex fiamma della Canalis per intenderci) da cui rimane incinta e nasce un bellissimo bambino, Fabio. Un figlio che la nostra protagonista tratta come la migliore delle madri e che accudisce con dedizione.
Ma purtroppo, la nostra amica ha altre sfortune: un cancro. Un cancro allo stomaco che la distrugge sia fisicamente che mentalmente.
Ma lei è forte e lo supera. Si opera e tutto sembra andare per il meglio. Non importano i capelli persi, le visite estenuanti, le giornate passate in un freddo letto di ospedale. Lei continua a sorridere, per sè stessa e per il figlio, come infatti raccontò nella sfida di Le Stelle 2 "Il mio dolore più grande".
Un testo semplice, ma struggente.
La ragazza stanca della vita sarda si trasferisce appunto a Milano e trova un lavoro da niente. STILISTA DI D&G, prima linea femminile e stilista della famosa linea di Simona Ventura. (Tralasciamo che io ho sempre saputo che erano tutte balle perchè io ci lavoro nell'ambiente, ma per rispetto di quello che ho detto non mi sono mai interessata dire nulla, ipotizzavo solamente che fosse una segretaria).
Insomma una vita che sembra aver preso una svolta positiva.
MA, perchè nei fake c'è sempre un MA, dopo un anno e più ha un rigetto. Va in ospedale, chiama gli amici e non di internet in lacrime o per un chiarimento (me compresa, perchè litigammo una volta proprio perchè io non le credevo).
Qualche giorno di silenzio, e arriva un invito per un blog. Il blog di una delle sue sorelle: ELIDE.
UNA CRISALIDE NON CE L'HA FATTA. La sorella ricopia una lettera che Crisalide ha scritto per ognuno di noi, ognuna con un saluto, ognuna con un ricordo.
Le lacrime non si fermano. Le dedicai anche un post. Perchè UnaCrisalide chiunque essa sia, era morta. E non importava se davvero era una stilista o no. Arrivavo a comprenderla: stava male, molto male. E poi davanti alla morte niente a più importanza.

La morte vera però, perchè Crisalide non è mai esistita. Non è mai morta. Non ha mai vissuto a Milano, non è mai stata malata e mai ha lavorato per D&G. Elide e Jenny le sorelle, non esitono, come non esiste per fortuna neanche il povero Fabio.
Dietro tutte queste bugie chi si cela? Mariagrazia, una ragazza di cui non voglio sapere nulla e la sua amica Maria che si fingeva a turno una delle sorelle (a meno che come credo siano sempre la stessa persona).
Anche lei ha un blog http://www.anturium.splinder.com
Un blog dalle caratteristiche simili alla nostra protagonista: foto sfocate, sofferenze, incongruenze (tipo laurearsi con la toga, ma dove si usa più?).
In cui però non dice di conoscere la nostra amica, ma si presenta come una ragazza impegnata a fare una tesi sui blog.

Sono nate discussioni sul raccontare o no questa storia. Subito sono stata fermata, e avevo deciso di scrivere solo il testo di una canzone: UN GRAN BEL FILM di Vasco.  Ma adesso ho preso la mia decisione di raccontarla sul serio questa assurda e triste storia. Per rispetto alle persone che DAVVERO stanno male e soffrono. Per rispetto delle persone che sono state completamente raggirate e prese per il culo e che avevano instaurato con lei un vero e proprio rapporto di confidenza ed amicizia, tanto da sentirla tutti i giorni per telefono.
Per rispetto di chi è finito dentro le sue bugie, come altri bloggher che lei raccontava di aver visto, di aver baciato e di averci avuto una storia.
Per rispetto di quelle persone che si vogliono fidare di quelli che ci sono dietro ad un pc e che per colpa di persone come lei non si fidano più.
Perchè io il fake lo posso anche ammettere, come lo era al tempo Kiki, un fake però che rimaneva anonimo e non aveva contatti, ma aveva solo lo scopo di divertire i lettori.

Ora rileggendo questa storia non pensate che chi le ha creduto ciecamente è stato un coglione, perchè non è così. Lei è stata triste ed ignobile, ma è stata brava a raggirare chi di dovuto e chi la difendeva a spada tratta come http://vipditurno.splinder.com. Proprio per questo io non la perdono.

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postato da HikarySun alle ore 02:14
mercoledì, 29 marzo 2006
c est ma vie

E da oggi sono ufficialmente rossa.
Quanto resisteranno i miei capelli prima di sbatter via il colore e tornare biondi?
Ai posteri l'ardua sentenza.

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postato da HikarySun alle ore 23:29
domenica, 19 marzo 2006
perle di saggezza

Sotto segnalazione di una coppia di amici ecco che vi presento un blog nato da pochissimo, ma che mi ha fatto sorridere e ho deciso di pubblicizzare.
La Magra Consolazione si presenta così:

Perché siamo tutte delle patetiche donnette invidiose.
Perché photoshop non arriva dappertutto.
Perché tira su il morale.
Perché il gossip ti salva l'umore.
Perché i fanghi, il ridcell e il sesso non bastano.
Perché non ci resta che una magra consolazione.

Poco da leggere, ma tanto da guardare.
Perchè alla fine a qualsiasi donna, bella o brutta, magra o grassa, fa un pò piacere vedere che non sempre le icone delle donne perfette che ci vengono propinate 24 ore su 24 sono realmente tali.

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postato da HikarySun alle ore 02:14
lunedì, 13 marzo 2006
riflessioni

L'ho sempre detto che Vasco ha una canzone per tutto. E ce l'ha anche per oggi. Poi magari un giorno lontano vi spiegherò il perchè.

Io lo so che le "cose" poi, non sono mai "come"...
come te le aspettavi te
io sono triste però
io sono triste un Po'
Dimmi pure dimmi subito "che fortuna che ho"
io che mi sento un Po' "comico"...
proverò a ridere un Po'
proverò a ridere un Po'

Io che credevo alle favole..
e non capivo le logiche...
è una fortuna che sono..
oooh! oooh!
ancora "vivo"!

In questo mondo in questo mondo di "fenomeni"..
di gente pronta ad uccidersi
io "un fucile" ce l'ho
lo tengo sotto il letto!
Sei tu sei tu che non ti vai bene mai come sei
che ti preoccupi sempre dei fatti miei
lasciami vivere oh
io ti capisco però

Quando arrivano i conti sai
ognuno paga comunque i suoi
e sta' tranquillo che io..
ooh ooh!!
i soldi ce li ho!

Quando sono sulle nuvole
lo sai che a volte si
mi sento un Po' "instabile"
però è "un gran bel film"...un gran bel film....
un gran bel film...
...Steve McQeen

....è una fortuna lo so
...che sono ancora vivo!!!!!

Quando arrivano i conti sai
ognuno paga comunque i suoi
quindi tu prega il tu Dio
ooh ooh!!
che io prego il mio

Quando sono sulle nuvole
lo sai che a volte si
mi sento un Po' "instabile"
però è "un gran bel film"...un gran bel film..
........spegnimi!

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postato da HikarySun alle ore 16:17
mercoledì, 08 marzo 2006

Ne ho cercate tante di farfalle, ma nessuna andava bene per te.
Allora ho scelto questa, perchè forse è perfetta, perchè brilla.
 Perchè so che tu capirai il perchè di questa scelta.

Perchè con queste ali tu possa volare lontano, fin dove ti senti libera.

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postato da HikarySun alle ore 12:01
sabato, 04 marzo 2006
concorso, le stelle

*ATTENZIONE*
La prova che state per leggere è iniziata qui:
Prima parte - Missmidnight
Seconda parte - Lixia
Terza parte - Cecia

La vendetta non è mai una strada dritta, ma una foresta dove è facile smarrirsi.
Non sai dove sei, né da dove sei partito.



Intorno a me mille maschere diverse, vestiti colorati e sontuosi. Indossati con il solo scopo di farsi ammirare,  trasformandosi per una notte in chi non si è. Osservo tutti e nessuno con aria incuriosita e svogliata allo stesso tempo, soffermandomi di tanto in tanto sui corpi danzanti che mi colpiscono.
Incrocio lo sguardo fanciullesco di Giada e mi insinuo tra la folla con il mio Cosmopolitan in mano.
Mi avvicino ad un uomo vestito da Zorro con gli occhi azzurri come il mare e gli poso un biglietto da visita sul tavolino.
“Chiamami” gli dico facendo l’occhiolino, e mi allontano. “Ma non stasera” penso tra me e me ”Stanotte ho già la mia preda”.
Sorrido, ma la noia mi riassale subito dopo. Quanto devo aspettare ancora? Penso a The Rough, il mio uomo, e mi sento travolgere dalla collera e dall’ansia. Non ho mai desiderato così tanto la morte di qualcuno, l’uomo dalle mille moine che fa cadere ai suoi piedi tutte le donne, sempre pronto a mietere nuove vittime.
L’attesa mi opprime, soffocandomi. Non ce la faccio ad aspettare ancora qui dentro.
Mi avvio verso l’uscita accendendomi una sigaretta. Non riesco a gustarmela che squilla il mio cellulare. Cecia. Sono le 2:00. Fermo prontamente un taxi, passando davanti ad una coda di persone in attesa.
“Al Ponte dei Sospiri. Grazie”.



E’ finalmente arrivato il mio momento.
CLICCA QUI PER VEDERE IL FILMATO


The Rough è appoggiato al muro. E’ lì già da una ventina di minuti, ma è abituato ad aspettarmi. In una stanza di hotel, al ristorante. Lui mi aspetta sempre.
Indossa un lungo cappotto nero che gli slancia la figura ed una maschera rossa gli copre il viso.
“Speravi che non ti riconoscessi?” Gli dico toccandogli un braccio.
“Le cose belle si fanno sempre attendere” E forse avresti dovuto sperare che ritardassi ancora un po’.
“Hai visto che bel panorama?”
Seguo il suo sguardo avvicinandomi a lui. Il pensiero di quegli occhi scuri e profondi ed il suo fare da Casanova mi ricordano i suoi tradimenti e provo l’impulso di prenderlo a sberle. Mi volto anche io verso il canale, trattenendomi. Voglio ucciderlo. Ora. Infilo una mano sotto la mia giacca di pelle e sfioro la mia amata Wakizashi con le dita. Ma i miei muscoli si fermano mentre incrocio il suo sguardo adorante. Non posso fermarmi. Non voglio. Eppure il mio corpo non risponde più ai comandi.
“Al chiaro di luna sei ancora più bella” Sorride. Quel sorriso che mi ha rapito il cuore. Infuocato. Dolce. Accattivante.
Mollo la presa e mi lascio cullare dal suo caldo abbraccio, assaporando il suo calore. La vicinanza del suo corpo mi procura un tremito.
Da lontano si sente una musica dalle note sensuali ed aggressive. Come il nostro rapporto. Gelosia. Passione.
“Balliamo?”

 

 

Mi attira a sé, affondando la testa nei miei capelli. Il mio viso è appoggiato al suo petto e un’ondata di profumo mi travolge, inebriandomi la mente: CK One, sempre lo stesso. Mi rendo conto che è sempre agile e scattante e mi è sempre più difficile non pensare a quanto ci siamo amati.
La sua mano scorre lenta sulla mia schiena, procurandomi un fremito leggero. Ricordo il nostro primo incontro, la nostra prima missione insieme.
Sto per lasciarmi andare completamente, dimenticando il perché sono veramente qui, quando la musica si fa più lontana ed all’improvviso torno alla realtà. La mia realtà.


“Durante il combattimento, l’annientamento del nemico deve essere l’unica preoccupazione. Reprimete qualsiasi emozione o compassione. Uccidete chiunque vi ostacoli. Questo è il cuore dell’arte del combattimento” 


Mentre fisso The Rough, mi sorprendo di quanto io ora sia di nuovo determinata a dimenticare il nostro amore. The Rough non potrà più farmi soffrire. Io sono quella spietata con i sentimenti, nessuno può giocare con me come ha fatto lui. Morirà. Adesso.
La mia anima elimina ogni traccia di compassione e lascia spazio solo ad una cruda lucidità.
Lo guardo negli occhi e senza che lui se ne accorga gli tocco il corpo in cinque punti cruciali. Un gesto rapido, deciso e crudele.
Mi guarda stupito ed un rigolo di sangue gli esce dalla bocca. Lo bacio appassionatamente, assaporando per l’ultima volta il gusto delle sue labbra calienti.
Addio”. Mi giro pulendomi la bocca dal suo sangue ed un’espressione compiaciuta mi compare in volto.


CLICCA QUI PER VEDERE IL FILMATO

CLICCA QUI PER VEDERE IL FILMATO IN QUALITA' MINORE (consigliato, si vede bene uguale)


Il rumore dei miei tacchi sulla pietra antica viene interrotto.
“Aspetta” Lo sento gridare dietro di me.
1…2…3…4…5 Il suono di cinque passi e poi un tonfo. Mi rigiro a guardarlo. E’ inerme a terra. Morto. La tecnica dell’esplosione del cuore con cinque colpi della dita è fatale. La morte più letale di tutte le arti marziali. Comprimi cinque punti diversi del corpo e lasci andare la vittima al suo destino. Ma appena farà cinque passi il suo cuore esploderà all’interno del petto.
Sorrido soddisfatta ed una risata isterica esce dal mio corpo.
Decido di raggiungere il ritrovo con le altre a piedi, per assaporare al meglio questa sensazione di vittoria e libertà.

 

Tutte e cinque guardiamo quell’uomo legato alla sedia in mezzo alla stanza. La moquette rossa fa da contorno a questa scena cruenta. Una maschera giace a terra. L’odore del carnevale ha riempito anche questa camera. L’orologio appeso al muro segna le 5:00 esatte.
Lo guardo in viso. Ha le lacrime agli occhi e si morde nervosamente il labbro inferiore.
“Bastarde” impreca. Gli trema talmente la voce che deve interrompersi per schiarirsi la gola. Alza gli occhi al cielo facendo un respiro profondo. “Dopo tutto quello che ho fatto per voi”
Rido. “E’ finita. Sai che siamo molto creative quando si tratta di fare fuori la gente. E per te non faremo eccezione”
“Amiamo la tortura” Aggiunge Serena. “Legare la vittima e ammazzarla mutilandolo. Bruciarlo mentre è cosciente. Avvelenarla o pugnalarla”
“Oppure potremmo annegarti” continuo “Non credo sia una bella morte… In ogni caso non potrai telefonarmi per dirmelo.” Rido di nuovo, trovo tutto così divertente e stimolante.
Mi giro verso Cecia. Ha l’espressione dura e negli occhi le si leggono indifferenza e determinazione. Sta lottando contro l’improvviso senso di compassione che prova per lui, benché sia un essere spregevole.
Ylenia ha la faccia sudata, i capelli incollati sulle tempie. E’ pallida e capisco che anche lei soffre, che la sua durezza è forzata.
La comprendo, dopotutto stiamo per affrontare il compito più difficile di tutta la nostra vita. La nostra missione finale.
Carico la pistola e mi avvicino al nostro uomo, ora non gli stacco gli occhi di dosso.
“Sei destro dico bene?”
“Sì” risponde con aria impaurita ed interrogativa.
“Scegli tu. Seriamente. Puoi morire adesso. Senza provare dolore, senza torture, senza ustioni, senza annegare. Nessuno si farà troppe domande per il tuo suicidio. Oppure puoi ribellarti andando incontro ad una morte più lenta e sofferente. Che morirai in entrambi i casi è sicuro. Sta a te decidere come.”
Annuisce. Sì, è certo. Non esiste il minimo dubbio.
“Passami la pistola, voglio farlo io.” Dice seriamente Giada
“Allunga la mano destra” gli ordina “Anche se avrei preferito tagliarti a fettine, lentamente”
Il nostro uomo alza gli occhi al cielo, tremando.
“Ok, la pistola la tengo io, così ti aiuto” continua Giada con un sorriso malizioso e sadico.
“Avanti, fai come ti dico. Vedrai che non te ne accorgerai nemmeno… purtroppo”
Gli posa la canna della Magnum sulla tempia destra. “Chiudi le dita intorno al grilletto”
Ubbidisce tremando convulsamente. Ondeggia sulla sedia, respira male, ha la faccia livida e contratta. Gli occhi chiusi.


Di colpo. Si sente uno sparo.



Hikary_Sun passa la sua sete di vendetta a Occhidaorientale

[CREDITS]
Le immagini del primo filmato sono prese da Kill Bill Volume I e Kill Bill Volume II
Le canzoni usate sono: "Battle Without Honor or Humanity" di Tomoyasu Hotei, "Malaguena Salerosa" di Chingon e "L'arena" di Ennio Morricone tratte dall'album Colonna Sonora di Kill Bill
Il disegno è opera della sottoscritta.
L'immagine della lista del secondo filmato è opera di Giada
Grazie a The Rough, vittima incosapevole.
Ringrazio Matteo per la partecipazione come "controfigura" di The Rough e non solo e Gabriella per il sostegno.
In particolare ringrazio Serena, Ylenia, Cecia e Giada per l'amicizia, le risate, la compagnia e perchè fare questa prova con voi è stato bellissimo.

http://vipditurno.splinder.com

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