Oggi ore 14:50

Cosa ci faccio qui? Non lo so nemmeno io. Questa stanza sembra surreale. Bianca come il latte. Luminosa. Senza un rumore.
Non si sente neanche il traffico di Roma. Sono sola. Giuseppe non si vede. Cosa mi ha spinto a giocare fino a questo punto? La noia? La voglia di qualcosa di diverso?
Non lo so.
Una voce rompe l’idilliaco silenzio.
“Ciao Nadia. Alla tua destra c’è una porta bianca, con sopra scritto Aria. Tra pochi minuti uscirà da lì una persona. Poi tu dovrai entrare ed inizierà la settima prova di Le Stelle”
Mi guardo intorno. Da dove proviene questa voce? Non è la voce di Giuseppe. Ha un tono diverso. Sarà Dovigi? E cosa dovrò fare? Mille domande. Nessuna risposta. Tutto nella routine.
Ore 15:00:00

La porta si apre, esce una donna, non ho idea di chi sia.
Mi sorride: “Entra ed in bocca al lupo”
La guardo stranita. Ma la curiosità di entrare in quella porta candida prende il sopravvento e non mi soffermo a parlare con lei.
“Grazie…” ed entro con decisione. Inizia la mia settima prova.
Appena varco la soglia vengo piombata come in un’altra dimensione. Sento la porta chiudersi dietro di me con uno scatto violento. La luce è soffusa, quasi inesistente in confronto alla stanza precedente.
Inciampo subito. Mi preparo a mettere le mani in avanti per non farmi male.
“Ma porca putt…”

Cado sul morbido. C’è un letto nella stanza. Anzi solo un letto che riempie ogni spazio vitale. Il soffitto è basso. Ho la sensazione di ritrovarmi in un bunker.

Ma non sono sola. Sopra il letto c’è qualcuno. Un'ombra. E' un uomo. Lo sapevo che dovevo dare retta a Matteo e non venirci. Lo sapevo che dovevo fare quel corso di autodifesa come ha fatto la mia compagna di corso Marina. Lo sap..
“Nadia?”
Respiro. “Sì?”
“Nadia speravo di finire in coppia con te” Io questa voce la conosco… Questo accento lo conosco. Non può essere che lui.
“Francesco?”
“Sì sono io… Hai visto dove siamo finiti?”

Ma certo… ora ho capito… Giuseppe ha fatto passi da gigante. Sta trasformando Le Stelle in un vero reality-blog. Ha varcato la linea tra virtuale e reale. Mi sento come se fossi stata catapultata dentro al mio computer. Come se per magia le mie cellule ora stessero passando nei cavi di internet per trasportarmi dentro questa stanza. Dentro questa realtà virtuale.
Tutto questo mi sa di film horror-futuristico. Un brivido freddo mi passa sulla schiena, facendomi tremare. Terrore. Come abbiano fatto non lo so. Mi hanno drogata e messo dentro quelle capsule collegate da mille fili? Dopotutto questa è sempre una prova di Le Stelle, quindi deve essere virtuale per forza. Sì deve essere così. Per fortuna non sono sola. C’è Francesco.
“Certo che mai avrei pensato di incontrarti qui… In questo modo… per la prima volta.” La luce è così fioca che a malapena riesco a vederlo in faccia e solo ora mi accorgo che ad illuminare la stanza ci sono solo 4 candele.
“Secondo te cosa dovremmo fare? Quanto staremo qui dentro?” Cerco di sforzare gli occhi per vederlo meglio. In questo momento vorrei essere un gatto per vedere al buio.
“Non ne ho idea.”
“Ma che cazzo di prova eh?” Ops… mi è scappata di nuovo una parolaccia… Non sono qui da neanche 3 minuti che sono già a quota due.
“E chi lo sa… Giuseppe è pieno di sorprese”
Lo osservo. E’ nervoso ed impacciato, me ne accorgo da come gli trema leggermente la voce, da come continua a muovere le mani. Forse è il caso che provi a smorzare un po’ la tensione. Sono brava in queste cose, quando vedo gli altri in difficoltà mi trasformo nella persona più sfacciata della terra.
“Non ci siamo nemmeno salutati” E mi avvicino per dargli due baci sulla guancia.
Arrossisce e io gli sorrido.
Lo guardo negli occhi, ha un’espressione buffa. Non posso fare a meno di ridere. Ride anche lui. La tensione è svanita. Bene.
Francesco è appoggiato allo schienale del letto con le gambe distese, senza scarpe. Mi tolgo anche io gli stivali e mi corico di fianco a lui, con la testa appoggiata sulle sue spalle.
“Che facciamo Fra? Potremmo rimanere chiusi qui dentro per ore...”
“Non lo so, ma sono davvero contento di essere qui con te.”
Anche se l'imbarazzo è svanito, la strana sensazione di essere in un mondo parallelo continua a rimbombarmi nella testa. Mi sento come in un esperimento. Come un topo in gabbia che non può uscire finchè non gliene danno il permesso.

L’ansia aumenta. Mi sento come spiata. Ci staranno guardando? Giuseppe sarà qui da qualche parte che studia le nostre reazioni?
Nel frattempo lui si è sciolto del tutto e ha iniziato a parlare a raffica del reality, degli altri concorrenti, di Giuseppe. Io penso che sono nervosa e voglio una sigaretta, ma non le ho con me. E poi se fumassi qui dentro affumicherei Francesco. Il soffitto è basso, la stanza è piccola, il letto matrimoniale ci sta giusto incastrato dentro. Non c’è neanche una finestra. Una sola sigaretta formerebbe una cappa insopportabile anche per me.
Silenzio. Francesco ha finito di parlare. E io non ho sentito una parola. Oddio e ora che faccio? Ammetto di non averlo ascoltato negli ultimi cinque minuti perché pensavo alle marlboro light? No no non sarebbe carino. Devo inventarmi qualcosa.
“Nadia questo tuo silenzio mi imbarazza…”
“Sì scusa, pensavo a questo posto, a questa situazione..” Sono brava a mentire.
“Penso che Giuseppe ci abbia messo insieme perché sa che siamo molto uniti. Tranquilla, non ci faranno morire di fame.”
"Sì è vero. Secondo me Vip spera ci scappi lo scoop. E come dargli torto siamo fatti l'una per l'altro"
Sorridiamo insieme. E' inutile nasconderlo. Anzi, non l'abbiamo mai nascosto ora che ci penso. Siamo attratti l'uno dall'altro, ci conosciamo anche senza esserci mai visti. Questo è quello che crea la virtualità. Dalla prima volta che abbiamo parlato in chat o che ci siamo sentiti per telefono era come se lo conoscessi da anni. E lo tratto come se fosse davvero così.

Ci accasciamo sul letto insieme. E Francesco mi prende la mano. Continuiamo a parlare. Siamo tutti e due logorroici e anche un pò (tanto) egocentrici. Non c'è un momento di silenzio. Sarà una finta realtà, ma mi piace.
“Questa non te l’ho mai raccontata" E perchè decido di raccontargliela proprio adesso? "Tempo fa feci un sogno, noi tutti ci incontravamo in un albergo. Era bello... Eravamo come ragazzi delle superiori in gita scolastica. Alla fine tornavamo ognuno nelle proprie stanze, quasi tutti ubriachi. E io ad un certo punto entravo in camera tua..."
"E poi?"
"E poi BUM, mi sono svegliata..."
"Ah.."
"Deluso?" Lo stuzzico. Francesco arrossisce di colpo. Sì dovrei proprio stare zitta a volte. Si è creato imbarazzo. E adesso come ne esco di nuovo?
"Un pò" Dai Fra, sono io! Sono Nadia. Quella con cui passi le ore al telefono. Quella con cui chatti tutti i giorni su msn.
Decido di prenderlo in giro. "Ti piacerebbe eh?" E gli faccio una linguaccia. Ride. Ridiamo. Ridiamo per secondi, minuti che sembrano ore... Ridiamo fino alle lacrime. E non so neanche bene il perchè, sembriamo così stupidi... Ma due bei stupidi, c'è da dirlo.
In quel momento guardo bene Francesco in viso. Gli occhi profondi. E' bello mentre ride. Si accorge di essere osservato. Si ferma e mi guarda. Le luci soffuse iniziano a fare il loro effetto. Due candele si sono consumate senza che ce ne accorgessimo. Il cuore iniza a battere più forte. A volte credo che in certe situazioni tutto sia perdonabile e poi è solo virtuale no?
1....2...3... nessuno di noi dice una parola. Ed è come se mi svegliassi di colpo. E' realtà questa. Non è finzione. Non ci sono microchip o delle prese di elettricità attaccate ai nostri corpi.

Si avvicina, mi mette una mano fra i capelli. Vorrei fermarlo, ma non posso. Non riesco a muovere nessun muscolo. Non posso lasciarglielo fare. Siamo due persone leali e sappiamo che i nostri cuori appartengono ad altre due persone, che rispettiamo, che amiamo... Ma non posso neanche fermarlo. Non riesco. Non voglio.
La sua bocca è a dieci centimetri dalla mia. Nove centimetri. Cinque... Tre... Uno...
"Ragazzi potete uscire. Il tempo a vostra disposizione è scaduto" Di colpo la stanza viene illuminata artificialmente. Veniamo accecati dal nuovo bagliore.
Ore 16:00:00
Come due bambini appena sorpresi a fare cose che non dovrebbero dai genitori ci stacchiamo di colpo, quasi con violenza. Stavolta ad arrossire sono io. Non riesco a guardarlo in faccia.
Ci alziamo insieme ed usciamo tutti e due dalla stanza da cui siamo entrati senza dire una parola. Mi fermo sulla soglia. Non posso andare via così. Mi giro. E vedo che anche lui si è girato a guardarmi.
"Ti voglio bene" Diciamo all'unisono. Ci guardiamo in faccia e scoppiamo e ridere, come facciamo noi. E' per quello che siamo legati, perchè insieme ridiamo sempre. Ora sono pronta ad uscire. Senza rimpianti.

Guardo la stanza per l'ultima volta. E solo adesso questo letto e queste pareti bianche mi sembrano davvero fottutissimamente reali. E faccio un respiro profondo come ad assaporare questo momento, questa VERA realtà che voglio tenere con me per sempre.
E' iniziato il Grande Fratello 6 da neanche 4 ore e già ci sono le polemiche, alcune iniziate da settimane.
Nella rete circola una petizione per riportare il "GF 24 ore su 24" su Sky invece che sul digitale terrestre. Petizione che si può trovare QUI
Notizie date per certe fino a poche ore fa invece sono state smentite. Nessun Blogger nella casa. C'era chi sosteneva che un certo Matteo Pedrosi avrebbe fatto parte dei "ragazziiiiiiii" reclusi. Voci che sono state smentite stasera, in quanto questo Matteo non è entrato da nessuna parte.
Il sito ufficiale nell'elenco degli avatar dei concorrenti da due punti interrogativi. Magari ci saranno due nuove entrate nella casa. E chissà che non sia davvero un blogger.
Altra polemica lanciata da "Striscia la notizia" su Augusto, di cui GUARDA CASO, è andata in onda un'intervista sia ieri che stamattina. Ma una volta non erano di segreto nazionale i nomi dei concorrenti?
La casa quest'anno è stata trasformata per metà in un tugurio. L'altra metà, ignara per adesso ai concorrenti, è in realtà molto più chiccosa, anche se, onestamente non mi piace granchè.
Cambio di testimone dalla Barbara D'Urso ad Alessia Marcuzzi. Ma sono sicura che quest'ultima non farà rimpiangere la prima.
Aumentato il montepremi a 1.000.000 di euro. Forse finalmente si vuole far capire che non basta entrare nella casa e fregarsene di tutto il resto che tanto poi "si va da Costanzo a fare il trenino a Buona Domenica".
Ormai il Grande Fratello aveva perso di vista il motivo principale per cui era nato: un reality show. Le persone invece lo prendevano solo con un corridoio scomodo per arrivare al successo in fretta.
E smettiamola di raccontarci palle "Mi voglio divertire e conoscere gente" perchè per fare questo basta andare in discoteca.
La cosa che mi ha colpita è che la maggiorparte dei concorrenti avessero già avuto a che fare con il mondo dello spettacolo, chi in un modo chi in un altro.
La mia simpatia iniziale tra di loro per adesso va alla cinese Man Lo.
Per adesso l'unica cosa che mi fa essere contenta dell'inizio della nuova edizione è che domenica tornerà "Mai dire G" della Giallappa's e allora lì sì che ci si diverte.
Cos'è che si prova il giorno in cui ci si guarda allo specchio e ci si accorge che non si sa chi ci sta guardando dall'altra parte del vetro?
A parte questo oggi sono reduce di una completa giornata universitaria.
Arrivo presto in facoltà, anche perchè devo ancora leggere metà del libro di testo e preferisco farlo lì perchè mi conosco e so che a casa il richiamo del letto sarebbe stato troppo forte.
Passo davanti all'ufficio del CTS ed ecco che il ragazzo inizia ad inseguirmi perchè ancora gli devo portare le mie foto per il tesserino.
"Vai a fartele adesso alla macchinetta, se vuoi ti accompagno a pranzo" Sì certo, ho le occhiaie fino a terra, dei capelli improponibili e ti pare che voglio immortalare questo momento? E gli sfuggo con una scusa.
L'aula dell'esame straborda di persone. In attesa del mio turno (che avverrà quasi tre ore dopo) trovo un posticino dove sollazzarmi. Mi si presentano le tre possibilità:
1- Cercare di finire di leggere l'ultimo capitolo sperando di capirci qualcosa.
2- Infilarmi le cuffie e giocare tranquillamente alla psp
3- Fare conoscenza con il vicino.
Decido di iniziare con l'opzione tre che magari si sposa con l'opzione 1. Il soggetto si rivela preparatissimo. Così tanto che mi viene quasi voglia di vergognarmi perchè invece di studiare mi sono letta Harry Potter nelle vacanze di Natale.
Ad un certo punto il discorso verte su argomenti più umani e mi chiede se guardo un "nonhocapitocosa" su un canale satellitare di sky "nonmiricordoilnome".
"Che programmi segui?" allora gli chiedo. Inizia a farmi un elenco completo di canali, orari, presentatori e tutto il resto, più preciso di qualsiasi giornaletto con i palinsesti televisivi.
"Ma come cazzo fai a guardarli tutti?"
"Li registro e me li guardo il sabato sera"
Al che comprendo che tra noi non ci sarà mai futuro.
P.S. Visto che sono donna, ergo egocentrica, ho deciso di aggiungere anche io la sezione "Dicono di me" qui a lato, aggiungendo come prima frase il già noto adesivo fatto dal mio amico. Quindi se volete configurarci anche voi, avete solo che da scrivere nei commenti. (certo che se scrivete che faccio cagare magari non l'aggiungo o forse sì... e chi lo sa)
Stavo guardando con attenzione la camera di Nadia. La scrutavo in ogni minimo particolare. Cercando di capire qualcosa in più sulla ragazza che mi trovavo di fronte. Il mio ruolo di “Vip di Turno” non mi abbandonava mai.
La stanza era colorata di toni caldi in contrasto con un blu oltremare.
Un letto matrimoniale enorme regnava nella camera e ne occupava la maggior parte dello spazio.
Le mensole erano stracolme di testi scolastici e libri. Mentre le mura erano occupate da disegni, cartoline e fotografie.
Sapevo che Nadia abitava qui da soli tre anni e mi stupiva come fosse riuscita a mettere tanto di lei e del suo passato in una stanza così piccola.
“E questi cosa sono?”
“Le mie vecchie smemo, di quando facevo le superiori”
Diari scolastici delle superiori? E cosa se ne fa?
“Posso guardarle?”
“Certo Giuseppe…”
Per quel poco che conoscevo Nadia attraverso il suo blog e le prove di Le Stelle 2, non mi sarei aspettato dei diari diversi.
Avevano quasi tutti perso la loro forma originale ed ognuno di loro era stato personalizzato in un modo sempre diverso. L’unico denominatore comune erano delle cartoline sempre diverse che ritraevano Jim Morrison o i Doors sui retri delle copertine.
Notai che anche lì dentro erano attaccate con delle graffette moltissime foto di Nadia e dei suoi amici durante il periodo scolastico, che li ritraevano in momenti particolari.
Mentre sfogliavo la smemo del suo ultimo anno scolastico, la più “normale” direi, mi cadde distrattamente una busta e ne uscirono delle foto che ritraevano una bambina.

“E’ una tua parente?”
“No sono io” rispose sorridendo “Era il giorno del mio battesimo. Tempo fa feci un album fotografico di tutte le mie foto dalla nascita fino alla prima media, alcune le ho dimenticate e allora me le sono tenute nel diario.”
“Ahaha è questa sei sempre tu?”

“Sì avevo quattro anni, era carnevale. Quello è sempre stato il mio costume preferito, Cappuccetto Rosso. Quando ero piccola andavamo sempre tutti a festeggiare nel cortile dell'Istituto Madonna. Ai quei tempi facevo lì l’asilo. E poi a 17anni mi ci sono ritrasferita per fare il liceo. Pensa che la Smemoranda era proibita… ma non ho mai cambiato diario.”
“Ribelle?”
“No, non per ribellione. Solo che non la trovavo una cosa giusta, tutto lì. Ognuno è libero di scegliersi il diario adatto, e che differenza faceva nella mia istruzione se avevo la Smemoranda o un diario puccioso della Diddle?”
Iniziò ad incuriosirmi come aveva vissuto Nadia fino ad allora, non solo per il fine del reality, ma per vera e propria curiosità. C’erano delle cose che non capivo.
“Ero una testa di cazzo, senza giudizio e con troppa voglia di crescere durante l’adolescenza. Ma non me ne pento minimamente. Ero sempre all’estero, da sola, per via del lavoro di mio padre. Ma questo mi ha aiutata ad apprezzare gli altri paesi, le altre culture ed a crescere sul serio.”
“In che senso eri una testa di cazzo?”
“Beh… la mia vita oltre alla scuola era solo – discoteca, alcool e tutto quello che ne viene dopo-“
“C’è stato un periodo che “tagliavo” da scuola almeno una volta a settimana…”
“Tagliare? Che vuol dire?”
“Mmm fare vola... Come lo dite dalle tue parti saltare la scuola?”
“Ah ho capito… marinare, oppure fare sega”
“Questa era il mio tesserino del CTS, lo avevo fatto verso i 15-16anni. In quel periodo ero al bar ogni pomeriggio a studiare e fumare con la mia amica Cristina e le altre ragazze della compagnia”
“Vedo” risposi stupito. “Ne hai di foto in giro eh?”
“Sì sono la mia passione, sto finendo ora la bacheca del
“Vuoi una mano? Lo sai che mi appassionano queste cose”
Nadia si alzò dal letto e uscì dalla sua stanza per tornare un minuto dopo con una piccola bacheca di sughero che avrebbe riempito giusto lo spazio vuoto sopra la testa del suo letto.
In mano aveva una trentina di foto, la cosa che mi colpì era che era evidente che non erano state scelte per la riuscita delle stesse, ma per i momenti che ritraevano.
“Mi piace metterle in modo disordinato, forse perché rispecchia il mio modo di vivere”

“Questa l’abbiamo scattata io e Matteo un pomeriggio in centro a Milano. Andiamo sempre in giro con la macchina digitale e ci facciamo le foto più stupide! Riesce a farmi sorridere sempre lui, ne sono innamorata moltissimo”

La maggior parte delle foto ritraeva i suoi amici, mi misi a chiedere di loro e il rapporto che li accomunava.
“Sembrerò ripetitiva, ma mi considero la persona più fortunata al mondo. Ho degli amici stupendi, ci vogliamo bene e stiamo insieme perché lo vogliamo… è una forte amicizia
All’improvviso notai una foto divertente.
“E questa?” Le chiesi e lei esplose in un sorriso immenso.
“Questa l’ha scattata Matteo ad Eurodisney a settembre. Era da quando l’avevano aperto che ci volevo andare, ma o per un motivo o per un altro non c’ero

“E lui chi è?” Domandai indicando una foto che la ritraeva con un altro ragazzo.
“E’ Francesco. Un ragazzo con cui ho legato molto che ha lavorato con me a Most Wanted a Mtv per tutto lo scorso anno. Infatti la foto l'abbiamo fatta un giorno prima della diretta. Una gran bella esperienza. Non tanto per il fatto che finivo ogni giorno in tv, non me ne è mai fregato molto in realtà. Ma ho conosciuto persone con cui ho stretto un forte legame di amicizia, come il Fra.”

“Questa invece non è proprio una foto, ma il simbolo del giornale per cui lavoro adesso, Kool. E’ stato molto importante per me sapere che mi avevano assunto a giugno. Una bella sfida che spero continuerà il più possibile. Scrivere e parlare di moda è una cosa che ho sempre voluto fare. E questo lavoro mi sta dando l’opportunità di vedere cosa sono capace di fare.”
La guardavo con attenzione attaccare le foto una ad una, senza un apparente ordine preciso.
Era attenta in quello che faceva, con gli occhi persi nei ricordi.
“Il 2006 sarà per me l’anno dei viaggi. Come ti ho detto quando ero più piccola viaggiavo sempre, molto spesso all’estero. Poi i miei spostamenti si sono limitati alle vacanze. Ho pensato che se non lo faccio quest’anno che è il mio ultimo anno di università e che quindi ho più tempo, poi lavorando non posso farlo più. Andrò in America, a Copenaghen, Amsterdam e Giappone per iniziare. Voglio che questo sia un anno speciale, in cui cercherò di capire davvero cosa voglio. E i viaggi per me hanno sempre avuto un significato speciale. Non mi piace ancorarmi da qualche parte. E non voglio un giorno pentirmi di non aver mosso un dito per conoscere il mondo. Non sarà facile, perché dovrò impegnarmi 100 volte di più. Voglio terminare gli esami, e laurearmi a gennaio prossimo. Ma sento che è una cosa che devo fare.”
Ero affascinato dalla sua descrizione minuziosa delle cose che voleva vedere, e del perché aveva scelto quei luoghi al posto di altri.
Finito di sistemare la bacheca la mia domanda venne spontanea, senza pensarci.
“C’è qualcosa che butteresti dello scorso anno? Come si fa al sud che la sera di capodanno buttano dalla finestra degli oggetti vecchi, tu cosa avresti scelto?”
Nadia prese molto sul serio
“Niente. Non butterei nulla” La guardai con un aria interrogativa, tutti hanno qualcosa da buttare, o no? Lei se ne accorse e mi rispose prontamente.
“Non pensare che tutto quello che ho o che mi sia successo mi piaccia, anzi. Di molte cose ne avrei fatto a meno. Ma tutto serve. E io sono solita ad imparare dai miei errori e dalle mie esperienze. Se buttassi qualcosa come per dimenticarla, sarebbe come se non avessi imparato nulla”
Dicendomi così, si alzò e andò verso la porta. Si girò e sorridendomi mi disse.
Consegno la mia prova a http://vipditurno.splinder.com
"Ti va un pò di caffè?"
Ricevuto sia da Missmidnight che da Mei-Chan non potevo tirarmi indietro e non farla :-P
Regolamento:
Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo " Cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro cinque strane abitudini devono anche indicare chiaramente il regolamento. Alla fine dovrete scegliere cinque nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "Sei stato scelto" [amesso che accettino commenti] e ditegli di leggere il vostro.
Passo il testimone a: